Re:Build, un programma di Dario Roustayan che propone soluzioni di costruzione innovative

Re:Build è un programma sviluppato dalla Building Peace Foundation (BPF), co-fondata nel 2014 da Dario Roustayan, che propone soluzioni di costruzione innovative, in grado di migliorare le condizioni di vita di milioni di profughi in tutto il mondo.

Insieme ad un team di professionisti internazionali con esperienza in imprenditoria sociale, architettura sostenibile e cooperazione nazionale, è stato studiato un programma mirato a rivoluzionare il concetto di campi profughi e insediamenti di emergenza.

Ne è uscita l’ideazione di fabbricazioni temporanee, modulari e ri-locabili, che a seconda delle necessità possono diventare una casa, una scuola, una clinica, una mensa o qualsiasi altro ambiente in grado di soddisfare esigenze locali.

Al centro del progetto sono stati posti infatti gli sfollati: in virtù della velocità e della facilità dell’assemblaggio, alla stessa comunità locale di profughi può essere lasciato il compito di montare le strutture, le quali possono anche essere facilmente smantellate e riutilizzate in caso di bisogno.

È stato calcolato che una squadra di dieci lavoratori, privi di qualsiasi esperienza nel campo edile, è in grado in due settimane di assemblare senza attrezzature pesanti una struttura base di circa 300 metri quadri, con la supervisione di un tecnico della Building Peace Foundation; un impianto in grado di durare anche 30 anni.

Questa struttura non è solo funzionale nel suo essere modulare: ogni impianto Re:Build è anche confortevole e resistente agli agenti atmosferici, anche più estremi. La continua ricerca e sviluppo del team BPF, capitanato da Dario Roustayan, punta ad ottimizzare ulteriormente il processo costruttivo in termini di velocità, isolamento acustico e termico, cercando al contempo di migliorare le condizioni di salute e comfort per l’utente finale.

Disponendo di un luogo adatto dove vivere, in cui acquisire nuove competenze per la forza lavoro locale sotto la supervisione del team di ingegneri BPF, migliorerà la qualità e le prospettive di vita degli sfollati e dei profughi. Il programma, coinvolgendo questi ultimi attivamente, crea posti di lavoro e punta a sviluppare nuove competenze tra i rifugiati.

Dario Roustayan crede nell’istruzione, credendola la soluzione più innovativa in grado di portare un notevole cambiamento: per gli sfollati può significare poter aspirare a trovare un lavoro dignitoso e quindi ambire ad un avvenire migliore, libero dalla povertà, fame e miseria. Oltre a un primo riparo e assistenza, viene quindi restituito loro anche un senso di speranza: la consapevolezza di potersi sentire ancora responsabili della propria vita e del proprio futuro, anche se momentaneamente si trovano ad abitare in un insediamento di emergenza.

Una causa solidale in continuo sviluppo, la quale grazie a sempre nuove implementazioni, può rispondere a necessità di natura diversa.

Ecco come questa organizzazione diventa la più meritevole per aver realizzato infrastrutture, riqualificato l’assetti urbanistici e recuperato e restaurato edifici al fine di migliorare le condizioni di vita dei profughi.

Dario Roustayan spiega:

“Prima o poi, ogni processo di cambiamento e miglioramento della qualità della vita passerà attraverso un progetto di costruzione. Non lo dico io, lo dice la storia”

Grazie a questo progetto, vengono favoriti i collegamenti e i processi di tolleranza e pace fra popoli.